Gli imballaggi alimentari contribuiscono all’alimentazione con 1.000 tonnellate di microplastiche all’anno

Food Safety, Notizie | By: AkvaProfit Team
Data di pubblicazione: Aprile 27, 2026

Un nuovo studio globale rivela che gli imballaggi alimentari rilasciano ogni anno circa 1.000 tonnellate di microplastiche negli alimenti e nelle bevande, sollevando notevoli preoccupazioni riguardo all’esposizione umana. Il rapporto, intitolato «From Pack to Plate», è stato pubblicato da Earth Action in collaborazione con rePurpose Global e rappresenta la prima analisi completa della migrazione di micro e nanoplastiche dagli imballaggi ai prodotti di consumo.

I ricercatori stimano che il rilascio annuale di particelle di microplastica sia equivalente al peso di oltre 600 automobili, con i singoli consumatori che ingeriscono in media 130 milligrammi di plastica all'anno. Per i consumatori abituali, questa cifra può superare il grammo, il che si traduce in centinaia di milioni di particelle.

Lo studio evidenzia che la migrazione delle microplastiche è in gran parte prevedibile e influenzata da tre fattori principali: la scelta dei materiali, il design degli imballaggi e le condizioni d’uso reali. Elementi di design come tappi e chiusure possono creare punti di attrito che aumentano il rilascio di particelle, mentre l’esposizione alla luce solare e al calore può aggravare il problema, portando a un aumento significativo del distacco di microplastiche.

Sebbene gli imballaggi alimentari non siano il principale responsabile dell'inquinamento ambientale da microplastiche, il loro contatto diretto con il cibo crea una via concentrata per l'ingestione umana. Il rapporto identifica le bottiglie in polietilene tereftalato (PET) come responsabili di circa un terzo dell'esposizione legata agli imballaggi, seguite dagli imballaggi alimentari rigidi in PET e dai materiali flessibili in polietilene (PE).

Per mitigare questi rischi, il rapporto suggerisce miglioramenti mirati nella progettazione, come limitare l'esposizione ai raggi UV durante il trasporto e la vendita al dettaglio, riprogettare i componenti sottoposti a forte stress e condurre test in condizioni realistiche. Svanika Balasubramanian, Chief Circularity Officer di rePurpose Global, ha sottolineato che migliorare le scelte a monte potrebbe impedire a miliardi di particelle di raggiungere i consumatori.

Il rapporto sottolinea inoltre significative lacune normative nei quadri di riferimento sulla sicurezza alimentare, poiché le normative attuali non affrontano adeguatamente il rilascio di microplastiche o l'esposizione chimica combinata derivante dai materiali plastici. La dott.ssa Jane Muncke, amministratore delegato del Food Packaging Forum, ha osservato che, mentre gli imballaggi alimentari sono stati tradizionalmente considerati inerti, decenni di ricerca indicano che la plastica può rilasciare sia sostanze chimiche che particelle durante il normale utilizzo.

I risultati sottolineano l'urgente necessità per l'industria degli imballaggi alimentari di rivalutare la sicurezza e la stabilità dei materiali utilizzati, nonché di implementare soluzioni innovative per ridurre le emissioni di microplastiche.

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